OMAGGIO A CHARLIE CHAPLIN

OMAGGIO A CHARLIE CHAPLIN

SEZIONE OMAGGI

REGIA: Charlie Chaplin
GENERE: corti comici
DURATA: 90’ 

1) Caught in the rain (11’.27”)

Questo film di un rullo rappresentò un passaggio fondamentale per Chaplin: fu infatti il primo film che diresse da solo. Si trattava anche di una sua storia e di una sua sceneggiatura, ed era lui l’attore protagonista. Sorprendentemente, considerate le difficoltà che incontrò a farsi affidare la sua prima regia, ci dice: “Quando iniziai a dirigere il mio primo film, mi resi conto che non era facile come credevo; infatti, fui colto da un po’ di panico. Ma quando Sennett vide il risultato dei primi giorni di lavorazione mi tranquillizzai. Caught in the Rain non fu un campione d’incassi, ma era divertente ed ebbe un discreto successo. Una volta finito il film, ero ansioso di conoscere la reazione di Sennett. Lo aspettai fuori dalla sala di proiezione. ‘Beh, sei pronto per iniziarne un altro?’ mi disse”.


2) The Rounders (13’.30”)

Quando uscì, The Rounders venne descritto come uno dei film meno piacevoli di Chaplin. “Moving Picture World” lo considerò “una pellicola dura per gente dura”. Analizzando questo presunto eccesso di violenza, il film sembra invece abbastanza pacato rispetto a pellicole Keystone come The Fatal Mallet e The Property Man. È possibile che le critiche di allora fossero scaturite dalla rappresentazione inusuale di mariti bistrattati dalle proprie mogli. Ma, nonostante ciò, il film fu uno dei più grandi successi di Chaplin alla Keystone, grazie anche alla scena del Caffè dove fa coppia con Fatty.


3) The new Janitor (12’.25”)

Non mi è difficile risalire al primo momento in cui provai il desiderio di aggiungere ai miei film un’altra dimensione, oltre a quella della comicità. Lavoravo in una comica intitolata The New Janitor, nella scena in cui il capoufficio mi licenzia. Per muoverlo a compassione e convincerlo a ritornare sui suoi passi gli spiegavo, a gesti, di avere una famiglia numerosa con molti bambini piccoli. Dorothy Davenport, una vecchia attrice, assisteva alla scena dai bordi del teatro di posa e durante le prove, alzando lo sguardo, con sorpresa vidi che piangeva. «Lo so che dovrebbe far ridere» mi disse poi «eppure a me viene voglia di piangere». Fu, questa, la conferma di una cosa che sapevo già: ero in grado di suscitare il pianto, oltre che il riso.


4 )His musical career (13’.45”)

His Musical Career uscì il 7 novembre, verso la fine del periodo che Chaplin passò alla Keystone. A prima vista parrebbe un regresso, in termini di narrazione con un montaggio molto più lento (solo 33 inquadrature rispetto alle 94 e 90 di Caught in the Rain e The New Janitor, nonostante tutti e tre i film abbiano quasi la stessa durata). Ma in effetti Chaplin sta sperimentando arditamente uno stile alquanto diverso, molto più vicino a quello della maturità. Essendosi accorto che il montaggio è uno strumento a disposizione, non un obbligo, egli abbandona il taglio rapido che la Keystone aveva ereditato da Griffith e concepisce il film come una serie di inquadrature molto più lunghe che offrono il destro per numeri comici organici.


5) Masquerader (12’.44”)

In The Masquerader Chaplin si sottopone a un continuo processo di trasformazione. All’inizio del film vediamo il vero Chaplin, poi Chaplin che diventa Charlie (mentre si trucca), poi Charlie nei suoi abiti di scena, che si trasforma, successivamente, in Charlie l’attore, Charlie il damerino, Charlie il buffone, e “Lady” Charlie. Queste immagini di trasformazione fanno sorgere la stessa domanda sollevata dal regista quando il suo Vagabondo, in The Circus, corre nella casa degli specchi: qual è il vero Charlie?


6) Laughing gas (13’.12”)

Tra i primi film di Chaplin, Laughing Gas è uno dei più anarchici: una presa in giro a tutto campo dell’ordine prestabilito, della dignità e della rispettabilità. Sarebbe facile e fuorviante considerare la violenza del film senza le dovute distinzioni. In realtà vengono rappresentati diversi tipi di azioni violente e, cosa più importante, viene presentata una serie di motivi scatenanti per ognuna di esse: emerge con evidenza il modo in cui Charlie si rapporta con gli altri personaggi.


7) Twenty minutes of love (10’51”)

Nei film di Chaplin ambientati nei parchi, la location funge da “isola”, un mondo a parte rispetto ai vincoli solitamente imposti dalla società, in cui ogni personaggio dà libero sfogo ai propri impulsi (sessuali, violenti, ladreschi, ecc.). Di solito, sono impulsi in conflitto con quelli di uno o più personaggi. Twenty Minutes of Love ne è un esempio tipico.


8) Kid auto races at Venice, Cal. (6’.49”)

Il film dura solo quattro minuti, ed è costituito da una semplice trovata che viene ripetuta per tutto il filmato. L’”ubriaco” continua a gigioneggiare davanti alla macchina da presa, diventando sempre più aggressivo e deciso a ignorare le proteste del regista. Quando la troupe cinematografica cerca di riprendere la fine della gara, lui corre saltellando in mezzo alla strada, muovendo le braccia come le ali di un uccello, finendo per inciampare sul traguardo; poi un gruppo di bambini passa tra lui e la macchina da presa, e lui li spinge via; e quando il regista lo spinge fuori dai piedi, lui saltella e balla al margine dell’inquadratura e fa una linguaccia. Alla fine, riesce a “rovinare” ogni singola scena del filmato. “Lui” è ovviamente Charlie Chaplin, e il film è Kid Auto Races at Venice, un pietra miliare minore nella storia del cinema, perché contiene la prima apparizione di Chaplin nei panni del vagabondo.

Data

23 Marzo 2021 - 25 Marzo 2021

Ora

18:30 - 18:30

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