15 luglio ore 21: Il Cinema, la palazzina e la borghesia romana

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A cura del prof. arch. Alfredo Passeri, RomaTre

Quest’anno l’isola del cinema apre a nuove esperienze e spunti di riflessione sull’ambiente. Ambiente naturale da proteggere, ma anche paesaggio artistico da valorizzare, architettura da raccontare.

La settima arte ha narrato attraverso lo sguardo di grandi registi come Elio Petri, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni e altri, le trasformazioni e le architetture che hanno cambiato il volto delle nostre città, condizionando i nostri stati d’animo e la nostra storia.

Monumenti, architetture, paesaggi urbani, sono la nostra storia, e il cinema ne conserva e tramanda la memoria.

Per questo l’isola ha gettato le basi di un ponte ideale con il FAI.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, non è necessaria prenotazione.

Lunedì 15 luglio alle ore 21.00 la Delegazione FAI di Roma presenta “Il Cinema, la palazzina e la borghesia romana” una conferenza a cura dell’architetto Alfredo Passeri (Università RomaTre) che si inserisce nelle iniziative de L’Isola del Cinema, festival cinematografico estivo sull’Isola Tiberina, a Roma, giunto alla XXV edizione. La conferenza si terrà presso lo Schermo Tevere, sull’Isola Tiberina.

L’incontro approfondirà il rapporto tra architettura e cinema a Roma, dal dopoguerra in poi. L’architettura del dopoguerra si caratterizza per la crescita e lo sviluppo di una nuova tipologia architettonica, la palazzina, che incontra i favori della nuova classe borghese che si va affermando a Roma e che cerca una modalità abitativa congeniale al suo status.

Il professore Alfredo Passeri, che ha dedicato ampi studi a questo tema, ci accompagnerà in un percorso illustrato attraverso capolavori del Cinema per raccontare come le palazzine romane siano co-protagoniste e facciano da scenografia dei racconti di Antonioni, di Fellini e di altri autori straordinari.

Sarà possibile, allora, riconoscere come la “palazzina romana” abbia rappresentato un modello amatissimo di residenza, riconoscibile, d’eccezione, qualificativo della borghesia romana, soprattutto, quando la palazzina è di riconosciuta qualità architettonica.

Antonioni per esempio, sia ne L’Avventura che ne l’Eclisse, utilizza la città di Roma e le palazzine per esaltare le naturali scenografie e le atmosfere create “intorno” ai protagonisti. Racconta minuziosamente l’EUR ancora in fase di realizzazione. Siamo negli anni Sessanta e Roma ci appare ancora “sotto controllo”, bellissima, con un futuro di equilibri urbani ed architettonici che, purtroppo, saranno presto turbati da tanta, troppa edilizia incongrua e francamente brutta. Insomma, è la “bellezza” di questi quartieri che si intende mettere in luce, raccontare, osservare e – perché no – “esaltare” come la migliore produzione moderna e contemporanea di Roma.

A seguire proiezione del film L’ Avventura.