CINEMA E CIBO

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Fedele testimone della quotidianità, della storia passata e presente, Il cibo è un concetto a metà strada fra l’accoglienza delle tradizioni che rappresenta e l’originalità delle diversità di cui si fa portavoce. Il cinema, mezzo di espressione per antonomasia, non ha certamente ignorato il legame culturale e artistico con esso: dalla sacralità dei pasti consumati dai due protagonisti di In the Mood for Love, alla tensione celata nei piatti de Il filo nascosto, al cibo è affidato il compito di raccontare le storie. Rapporti personali e legami sociali vengono scanditi da questo “ingrediente” apparentemente semplice ma saturo di significati, come insegna Sofia Coppola, che lascia spazio ai coloratissimi banchetti di corte per svelarci i gusti della sua Marie Antoinette e delineare il profilo dello storico personaggio. Colazioni all’aria aperta richiamano quadri impressionisti in Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e la sessualità viene racchiusa in una pesca. Il cibo è il protagonista della rinascita di una delle omonime Julie &Julia, così come accade alla più nota Julia Roberts quando giunge a Roma nelle sequenze di Mangia, Prega, Ama. Proprio Roma può vantare una storia fatta di immagini e momenti, celebrata dagli spaghetti di Alberto Sordi, “americano” nell’Urbe, e Aldo Fabrizi, dalla mozzarella in carrozza ordinata da Bruno e Antonio in Ladri di biciclette, ai pranzi immortalati da Scola, Amarcord.

L’Isola del cinema, con la sua ampia scelta di locali e ristoranti, incarna la consuetudine di un paese fondato sul culto del mangiare e del bere, in cui il cibo ricopre un ruolo che è parte integrante della cultura e della filosofia italiana e ne ripercorre l’importanza storica. Attingere dalle tradizioni, celebrarne l’identità, per permettere la contaminazione con le culture dei vari paesi, e creare un linguaggio unico, dettato proprio dal cibo, fra i pochi elementi particolari e universali insieme.

Naomi Roccamo