L'ISOLA TIBERINA

Una delle più accreditate leggende sulle origini dell'Isola Tiberina, afferma che si sia formata dal corpo del re Tarquinio il Superbo, gettato lì dai cittadini inferociti per vendicarsi del tiranno.

Un'altra versione narra che il sito si sia formato per la sedimentazione e l'accumulo dei detriti provocati dal lancio nel fiume dei beni della famiglia dei Tarquini. Con l'aggiunta di successive costruzioni artificiali, si sarebbe nel tempo formata una vera e propria isola.
In seguito, dopo una terribile pestilenza verificatasi nel 230 a.c., si sarebbe rifugiato proprio sull'isola il sacro serpente simbolo del dio Esculapio, che avrebbe dovuto proteggere la città. I cittadini costruirono lì il tempio dedicato al dio, tempio di cui sono state ritrovate le vestigia proprio durante i lavori di restauro della chiesa di San Bartolomeo, sull'Isola Tiberina.
La leggenda e il profilo dell'isola suggerirono la sistemazione del perimetro esterno in forma di nave da guerra, con un obelisco come albero maestro. Sulle colonne del tempio di Esculapio, sorge la chiesa di San Bartolomeo. Sotto l'attuale ospedale si troverebbero i resti dell'obelisco che fungeva da albero per la nave.
Nel Rinascimento, grazie all'iniziativa di un ordine religioso cattolico, ebbe luogo la costruzione dell'ospedale, oggi gestito dalla Confraternita Fatebenefratelli.
L'Isola Tiberina è attualmente patrimonio artistico dell'Umanità